Centro Massimo Luschi

Associazione artistica, culturale e ricreativa, il Centro Culturale Massimo Luschi è stato attivo tra il 1976 e il 2014 nel quartiere Shangai, ospitando al proprio interno diversi studi di artisti.

Fondato dal giovane pittore Massimo Luschi come doposcuola e scuola d’arte per gli abitanti del quartiere, il centro era costituito da un ambiente principale dedicato ai corsi e una stanza separata, nella quale ha avuto il proprio studio, per primo, lo stesso Luschi, che vi operava stabilmente come pittore e come insegnante, fino alla sua precoce scomparsa nel 1980. Dopo la morte di Massimo Luschi, altri artisti hanno tenuto vari corsi all’interno del Centro, tra questi Franco Bonsignori, Giovanni Petagna, Massimiliano Luschi e Michela Fornaciari.

Dal 1984 al 2014, all’interno della stanza appartenuta a Massimo Luschi ha avuto il proprio studio Alberto Fornaciari, che ha frequentato il Centro come allievo dei corsi di pittura, per poi diventarne presidente. Nell’ambiente, dove operava quotidianamente, Fornaciari preparava i supporti (soprattutto tele) e dipingeva a olio sul proprio cavalletto, collocato vicino all’unica finestra della stanza. Nello studio, ambiente essenziale che conservava soltanto una radio e una fotografia del padre, l’artista era solito dipingere paesaggi e marine, osservando le foto che aveva scattato lui stesso, rielaborando le immagini e gli ingrandimenti di queste, stampati su fotocopie. Nel corso degli anni, Fornaciari ha condiviso lo studio con Ivano Rossi (tra il 2000 e il 2010), Sabatino Bianchi (tra il 2001 e il 2014), Mauro Gambini e Antonio Colorà.

 

Scheda a cura di Elena Zamperini

Le informazioni sullo studio di Alberto Fornaciari si ricavano dalla testimonianza della figlia dell’artista, Michela Fornaciari.

Luogo
Via Renato Pini 9
Funzione
Laboratorio, Produzione, Sede associativa, Sede di corsi
Strumenti e materiali
Cavalletto, Fotografia, Olio, Pennelli, Tela
Tecniche
Pittura
Periodo
Dal: 1976 al: 2014

Mauro Gambini