Studio del pittore Ghigo Tommasi, attivo dal 1945 al 1997, anno della scomparsa dell’artista, all’interno della villetta in cui si trasferì nel dopoguerra nella più storica zona residenziale del quartiere Coteto.
Pur non essendo accessibile al pubblico, l’atelier divenne un vivo punto di riferimento per galleristi, collezionisti e colleghi del Gruppo Labronico, inserendosi appieno nelle dinamiche culturali cittadine legate a ritrovi storici quali la Bottega d’Arte e il laboratorio del corniciaio Mainardi.
Lo spazio, adibito contemporaneamente a luogo di creazione, posa e custodia delle opere, ruotava attorno al cavalletto in lega metallica sul quale l’artista eseguiva a olio o ad acquerello vedute, paesaggi e nature morte, prediligendo il supporto ligneo in tavolette di formato medio-piccolo rispetto alle tele.
Giunto a noi perfettamente intatto, l’ambiente conserva non solo l’arredo e gli strumenti di lavoro originari — tra tavolozze, pennelli e colori —, ma anche lo straordinario archivio storico della famiglia Tommasi: un patrimonio documentario completo che unisce alle carte personali dell’artista i fondi ereditati da Angiolo, Ida e Lodovico Tommasi, i volumi e i cataloghi di mostre d’epoca, nonché i disegni preparatori e i carteggi relativi alla cappella gentilizia di famiglia.
Scheda a cura di Elena Zamperini
Informazioni tratte dall’intervista ad Alessandra Rey, curatrice dell’Archivio Tommasi