Studio di Ferruccio Rontini, attivo dai primi anni Cinquanta, in Via Enrico Mayer, 4.
Definito dal pittore “Studio di città”, lo spazio costituì un punto di incontro per clienti e colleghi, più che un luogo di effettivo lavoro alle opere. Benché questo fosse allestito con diversi cavalletti, utili per esporre le opere e apportare alle tele alcune rifiniture, l’artista non ebbe mai l’abitudine di dipingere nel fondo in via Mayer.
Dopo la scomparsa di Ferruccio Rontini, “lo studio di città” passò a Giulio Rontini da Vicchio, il figlio dell’artista che ne curava gli affari, e a Ferruccio junior, detto Feron, che alla fine degli anni Ottanta vi si creò un proprio studio di pittura. L’ambiente rimase attivo sino al 1994, anno della prematura scomparsa del giovane artista Feron, colto da un malore e ritrovato privo di vita in questo studio.
Scheda a cura di Elena Zamperini
Informazioni tratte dall’intervista alla curatrice dell’Archivio Rontini, Alessandra Rontini