L’ultimo studio di Corrado Michelozzi è stato attivo dal 1918 fino alla scomparsa dell’artista nel 1965, all’interno della sua abitazione nel centro cittadino, in Via Pietro Paoli. Censito dall’Indicatore Generale del Commercio, delle Arti e delle Industrie della Città di Livorno al civico 9, nel 1918 e 1919, e al civico 29 nel 1935. Si trattava di una grande stanza unica, dotata di una finestra sul giardino che l’artista, nella sua attività quotidiana all’interno dello studio, sfruttava per dipingere il pomeriggio a favore di luce naturale, fino a che era possibile. Ambiente di posa per le sue nature morte a tema floreale e per qualche ritratto dal vivo, meno frequente negli ultimi anni di vita, lo studio conservava tavole e piani d’appoggio per fiori, frutta e panneggi, che potevano anche essere sistemati direttamente sul pavimento. La stanza custodiva inoltre quadri di grandi dimensioni, spesso appoggiati alle pareti, oltre a un armadio libreria per libri, colori, strumenti e disegni e cartoline, conservati come modelli visivi per le opere. La collocazione dell’abitazione in centro città, permetteva all’artista di reperire le corinici direttamente da Chiellini e di vendere le proprie opere in autonomia, direttamente dallo studio.
Scheda a cura di Elena Zamperini
Informazioni tratte dall’intervista a Beatrice Del Nero, nipote dell’artista