Studio di Voltolino Fontani, attivo in un fondo autonomo sugli Scali Manzoni 1 dal 1972 al 1975.
Primo studio autonomo dalle abitazioni, dai luoghi di lavoro e insegnamento, che Voltolino Fontani stabilì nel corso della propria vita artistica, nella città di Livorno: si trattava di un piccolo locale con bagno, nel quale l’artista dipingeva in totale riservatezza, in silenzio assoluto, con la radio accesa sulla musica classica, e nel quale non riceveva amici né altri pittori, eccetto visite sporadiche.
In questi anni, che anticiparono e poi coincisero con la malattia dell’artista, la sua produzione era incentrata soprattutto sulle opere oniriche, come i cicli delle Nature oniriche e Nature ineffabili, ai quali si accostavano le composizioni metafisiche e i paesaggi sintetici delle campagne pisane, del Calambrone, e delle darsene livornesi.
L’artista dipingeva soprattutto a olio e talvolta acrilico su tavola di legno, impiegata nella quasi totalità della produzione — perlopiù nei formati standard 50×70 cm, 30×45 cm e 20×30 cm — mentre riservava la tela intelaiata solo a selezionate opere. A completare la prassi, l’uso di penna biro per rapidi schizzi su carta, in una ricerca disegnativa che non si è mai interrotta nel corso degli anni.
Principale testimone della sua attività artistica nello studio è il genero Mario Gavazzi, che frequentava l’ambiente, anche mentre Fontani dipingeva. Alla scomparsa del’artista, avvenuta nel 1976, lo studio passò a Gavazzi, che vi dipinse fino al 1986, quando il fondo fu venduto dai proprietari.
Scheda a cura di Elena Zamperini
Informazioni tratte dall’intervista ad Adila e Maria Grazia Fontani, e Mario Gavazzi, figlie e genero dell’artista.