Studio di Voltolino Fontani all’interno degli ambienti della Libera Accademia d’Arte Trossi-Uberti, presso Villa Trossi-Uberti. Nei dieci anni in cui insegnò disegno e pittura e diresse l’Accademia, Fontani aveva l’abitudine di dipingere in un suo spazio all’interno dell’edificio, dopo le lezioni e nei momenti di pausa.
In questo decennio, che coincise con la piena maturità creativa, la produzione di Fontani si caratterizzava dal ritorno e dall’approfondimento di visioni oniriche, metafisiche e di paesaggi interiori, esplorati pienamente nelle serie delle Nature oniriche e Ineffabili. La stragrande maggioranza di qeusta esplorazione pittorica avvenne a olio su tavola e supporti rigidi di recupero o sperimentali. Al contempo, l’artista introdusse l’acrilico, impiegato regolarmente a partire dai primi anni Settanta, e mantenne sempre una vivace attività grafica e disegnativa, a penna biro, inchiostro di china, pennarello e grafite su carta.
Scheda a cura di Elena Zamperini
Informazioni tratte dall’intervista ad Adila e Maria Grazia Fontani, e Mario Gavazzi, figlie e genero dell’artista.