Ultimo studio di Renato Spagnoli, avuto dall’artista nella propria abitazione, nella zona della Stazione, dal 1996 fino alla sua scomparsa, nel 2019. L’ambiente, diffuso in alcuni locali dell’abitazione, comprende una falegnameria e un ampio spazio di progettazione e scultura, dotato di un tavolo da lavoro e diverse scrivanie.
Nel suo lavoro quotidiano in studio, interrotto solo dalla pausa estiva, l’artista lavorava con assi di legno, soprattutto di faggio, e altri materiali di recupero raccolti in città, compensato e masonite. Nell’ambiente principale Spagnoli progettava sculture e installazioni, lavorando direttamente sui pezzi medio-grandi nella falegnameria e appoggiandosi alle fabbriche in caso di commissioni di opere all’aperto di grandi dimensioni. Nello studio l’artista raccoglieva inoltre il deposito delle proprie opere e l’intero archivio, che aggiornava all’inzio di ogni anno.
Lo studio di Renato Spagnoli custodisce ancora strumenti e materialie dell’artista, oltreché il suo intero archivio, è tenuto in vita dal figlio Enrico, che ne cura l’eredità, ed è stato fotografato da Serafino Fasulo nel maggio 2026.
Scheda a cura di Elena Zamperini
Informazioni tratte dall’intervista al figlio dell’artista durante la visita allo studio