Lo studio di Matteo Giuntini si trova in un fondo su strada in via del Platano, che l’artista condivide con il pittore Michele Stagni. Sebbene il suo spazio sia aperto al pubblico e alle visite di collezionisti e clienti, Giuntini predilige una dimensione di lavoro raccolta e intima, e la sua presenza in studio è legata soprattutto a progetti e scadenze, piuttosto che a una routine quotidiana. Sperimentatore di materiali e supporti, nella sua ricerca grafico-pittorica e segnica, l’artista lavora esclusivamente con vernici e prodotti a base di acqua sui supporti più vari, quali tela, carta e carta trattata, legno, ecopelle, ferro e tessuti, impiegando nel processo anche prodotti per l’edilizia, come gomme e smalti, oltre agli strumenti per incisione diretta dei supporti. Lavora su un cavalletto ribaltabile, per poter operare anche in orizzontale, se non direttamente a terra. Per la realizzazione di serigrafie, l’artista si appoggia alla galleria romana per cui lavora, mentre cuoce le sue ceramiche nei forni del Libero Territorio Bororo, presso il quale ha avuto uno studio in passato.
Scheda a cura di Elena Zamperini