Lo studio di Massimo Lomi, nel quartiere natale del pittore, si trova in una stanza soppalcata con accesso a un giardino. Oltre a essere il luogo di lavoro dell’artista, lo studio è anche la sede degli Archivi Giovanni Lomi, nonno di Massimo, dei quali è curatore e presidente. Basata unicamente sulle tempere, delle quali egli apprezza la velocità di esecuzione, l’attività artistica di Lomi si distingue per l’uso di supporti di recupero, come persiane, porte, finestre, sui quali il pittore dipinge sfruttando le venature del legno rovinato e sciupato. L’artista, che utilizza il cavalletto solo come appoggio per le opere, dipinge su tavolo in una postazione raccolta di materiali, strumenti e lampade. Aperto al pubblico, lo studio accoglie visitatori, artisti, collezionisti e critici e, spesso, riceve anche i legni di recupero che amici e conoscenti portano all’artista.
Scheda a cura di Elena Zamperini