Lo studio di Giuseppe Cavallini in via Indipendenza è stato l’ultimo atelier dell’artista e viene tuttora mantenuto dalla famiglia. Attivo a partire dalla fine degli anni Sessanta, il pittore vi ha operato stabilmente fino al 1990. Lo spazio è un fondo commerciale su strada di 49 metri quadrati, strutturato in due ambienti principali, oltre ai servizi.
All’interno del laboratorio, Cavallini lavorava rigorosamente a cavalletto, posizionandosi a favore di luce. Tutto intorno, i dipinti erano ammucchiati, accatastati per terra o appesi alle pareti: lo studio fungeva infatti da principale deposito delle sue opere ed era un ambiente estremamente denso, anche a causa della forte riluttanza dell’artista a privarsi delle proprie creazioni e a venderle. Lo spazio era assolutamente precluso al pubblico, concepito come una dimensione di isolamento totale, silenzio e intensa attività individuale. Cavallini non seguiva una prassi oraria rigida, ma dipingeva assecondando l’ispirazione e l’esigenza del momento, talvolta al mattino e talvolta nel pomeriggio. Con il passare degli anni abbandonò progressivamente la pittura all’esterno per rinchiudersi nel perimetro dello studio, caratterizzato da un carattere vieppiù ruvido e scostante, sviluppato in una forma di misantropia.
Oggi lo studio è stato riaperto e riallestito dai familiari, che hanno sgomberato l’ambiente principale per farne uno spazio espositivo, valorizzando le opere appese alle pareti e integrandovi alcuni elementi d’arredo del figlio Liano Cavallini. Sebbene la storica cassetta alla francese e il cavalletto non si siano conservati, l’atelier custodisce ancora una cassetta degli attrezzi, alcune tavolozze e una parte consistente della produzione dell’artista. Di grande rilievo è il patrimonio documentario rimasto, che comprende album di fotografie storiche e due diari personali – testimonianza di una costante attitudine alla scrittura – che sono stati interamente digitalizzati dal figlio per garantirne la salvaguardia.
Scheda a cura di Elena Zamperini
Informazioni tratte dall’intervista ai familiari dell’artista: il figlio Liano Cavallini, la nuora Anna Maria Pannocchia e la nipote Liana Cavallini