Lo studio di Franco Campana coincideva con la casa in cui l’artista era nato e dove ha vissuto per tutta la vita, all’interno di un condominio nel quartiere Garibaldi a Livorno. Inizialmente l’attività si concentrava in una stanza specifica, in seguito riadattata per assecondare le mutate esigenze abitative. Lo studio non era aperto al pubblico ma costituiva una dimensione di lavoro e creazione strettamente privata. L’artista vi ha operato pe tutta la vita fino al 2020 circa, quando ha interrotto la propria attività per problemi di salute.
Il cuore dello spazio era occupato da un grande cavalletto per la pittura su tela, ma Campana sperimentava anche su supporti alternativi come il cotto e realizzava opere polimateriche, manifesti e cartoline dipinte, oltre a progettare installazioni urbane destinate alla città di Livorno. Frequentatore assiduo dei mercatini dell’antiquariato tra Firenze, Lucca e Pisa, l’artista recuperava oggetti d’uso comune – come occhiali, bottiglie, scarpe e trasferibili – da inserire nelle sue composizioni. Nello studio l’artista lavorava quotidianamente, talvolta anche di notte, a seconda delle esigenze espressive.
Anche dopo l’interruzione dell’attività artistica nel 2020, nell’ambiente dello studio – caratterizzato, come il resto dell’abitazione, da una fitta quadreria di opere appese alle pareti – Campana ha conservato gelosamente fino all’ultimo bozzetti, lettere e cataloghi. Tra questi un raccoglitore di volantini, depliant, lettere, fotografie e appunti, ricostruisce l’intero suo percorso biografico e artistico, costituendosi come un archivio personale. Custode rigoroso della propria produzione, l’artista rifiutò sempre di vendere i quadri a galleristi o collezionisti, dichiarando l’intenzione di lasciarli in eredità o di esporli solo dopo la sua morte, preferendo regalare soltanto bozzetti o piccoli lavori.
Lo studio di Franco Campana è stato fotografato da Serafino Fasulo nel 2021 e documentato da Elena Zamperini, attraverso una visita con intervista all’artista, realizzata il 9 maggio 2025.
Scheda a cura di Elena Zamperini