Principale studio di Dino Pelagatti, attivo per più di trenta anni, dal 1980 alla scomparsa del pittore nel 2016, in due stanze attigue e non comunicanti, al piano terra dei Casini di Ardenza. La stanza principale, nella quale il pittore preparava le tele e dipingeva, è attualmente lo studio di Fiorenzo Luperini, mentre il deposito delle opere, che l’artista aveva ricavato dalla stanza soppalcata adiacente, è mantenuto come studio dal figlio Andrea Pelagatti. Come pittore en plein ari, Pelagatti ha utilizzato il proprio studio per preparare le tele e le tavole, stendendovi fondi ad acrilico e talvolta vinavil, e per completare le opere, preferendo dipingere alla luce naturale della mattina col sottofondo della musica. Dal 1990 circa, quando ha smesso di lavorare all’aria aperta, l’intera prassi artistica di Pelagatti si è svolta nello studio, grazie all’ausilio delle fotografie da lui stesso scattate ai luoghi e ai soggetti di interesse. Concepito sempre come luogo aperto alle visite di amici e colleghi artisti, integrato in questo senso nella vivace atmosfera di scambio e confronto propria dei Casini di Ardenza come contenitore di studi pittorici, l’atelier di Pelagatti è stato anche luogo di lezioni per allievi e allieve del pittore. L’ambiente conteneva, oltre al cavalletto, alla cassetta per pittura en plein air, ai materiali, agli strumenti e ai supporti, una collezione di dischi di musica classica e lirica, l’archivio di fotografie scattate dall’artista, soprattutto paesaggi e qualche ritratto, nonché testi di storia dell’arte e cataloghi delle mostre degli amci pittori, come Gio Batta Lepori. Attualmente, la stanza soppalcata, che Pelagatti utilizzava come deposito delle opere, è mantenuta attiva dal figlio Andrea come studio personale e conserva i dischi del padre, diverse delle sue opere, il cavalletto e alcuni strumenti, fotografie d’epoca, lettere e volumi. Il resto dello studio, con l’archivio personale del pittore, è conservato soprattutto nella casa del figlio Andrea e contiene lettere, documenti, fotografie d’epoca e le fotografie utilizzate per dipingere in studio negli ultimi ventanni di attività.
Scheda a cura di Elena Zamperini
Informazioni tratte dall’intervista ad Andrea Pelagatti, figlio dell’artista