Lo studio di Christian Balzano si trova all’interno di un complesso storico con affaccio su strada in Via San Carlo. Sviluppato nei due spaziosi ambienti principali, un tempo forse scuderie di una villa non più esistente, lo studio è per l’artista un luogo intimo di riflessione, progettazione e creazione, ma anche di scambio e di contatto con il rione, di incontri e di visite. Preservato da Balzano nel suo aspetto storico e arricchito di alcuni prototipi per sculture o oggetti per installazioni, lo studio è il nucleo centrale dell’intero e complesso processo creativo dell’artista, che si snoda attraverso la sperimentazione e l’utilizzo di materiali non convenzionali, tra la pittura e la scultura, l’installazione e il video. Al suo interno, si svolge l’intero processo creativo: la fase progettuale, il disegno, le prove tecniche per installazioni, ma anche la preparazione dei supporti pittorici, dei prototipi per le sculture in bronzo da eseguire in fonderia e, talvolta, anche la realizzazione di video. L’artista lavora sfruttando un ampio piano orizzontale, per la preparazione dei supporti o per la modellazione dei prototipi, e le pareti libere, come appoggio verticale delle tele, fissate su pannelli in legno. Balzano predilige l’utilizzo di tele grezze che tira e stratifica lui stesso, a testimonianza del rilievo che per l’artista ha la preparazione del fondo del supporto, sul quale lavora più volte, anche con l’applicazione di acidi non pesanti. All’interno dello spazio, sono conservati stock di materiali che risultano funzionali alle varie ricerche, fin dalla fase progettuale: tra questi, scarti di pelle dalle concerie, polistirolo per sculture, tele in cotone o jeans. Fulcro delle attività, di ricerca concettuale e di manualità complessa, che definiscono l’arte di Balzano, lo studio non è l’unico luogo di realizzazione delle opere: oltre a rivolgersi alla collaborazione fidata di falegnamerie e fonderie, da diversi anni, infatti, l’artista ricerca, per alcune fasi della sua prassi creativa, l’interazione con la natura e con il mare, sondando con particolare interesse gli effetti dell’imprevedibilità dell’acqua sulle proprie tele.
Scheda a cura di Elena Zamperini