Gino Romiti (Livorno,1881 – Livorno, 1967) è stato un pittore e disegnatore, la cui formazione artistica iniziò nel 1897 a Livorno presso la scuola di Guglielmo Micheli, dove conobbe Amedeo Modigliani e Llewelyn Lloyd e fu influenzato dagli insegnamenti di Giovanni Fattori, completando poi gli studi alla Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Fin da giovane si inserì nel vivace ambiente culturale livornese, frequentando il Caffè Bardi, dove strinse amicizia con Benvenuto Benvenuti; grazie a lui entrò in contatto nel 1906 con Vittore Grubicy de Dragon, avvicinandosi al divisionismo e sviluppando un linguaggio personale che univa la solidità del disegno fattoriano agli effetti luminosi della pittura divisionista. Profondamente legato alla natura, tema centrale della sua produzione, è noto soprattutto per i paesaggi della costa livornese e per le originali opere dedicate al mondo sottomarino, in cui pinete, tamerici, giardini e vedute marine sono interpretati con sensibilità lirica e luminosa. Esordì giovanissimo alla Esposizione della Permanente di Milano (1898) e partecipò successivamente a importanti rassegne nazionali e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (1903, 1912), l’Esposizione Secessionista di Firenze (1904) e le Esposizioni Internazionali di Roma e Bruxelles (1910), affermandosi nel contesto artistico italiano ed europeo. Fu tra i fondatori del Gruppo Labronico, di cui fu presidente dal 1943 al 1967, partecipando inoltre alle principali rassegne italiane come le Biennali di Venezia e la Primaverile Fiorentina. Dopo il secondo conflitto mondiale fece ritorno a Livorno, continuando l’attività artistica e contribuendo nel 1953 alla fondazione del Premio Rotonda, importante appuntamento dell’arte livornese.
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