Studio di Mauro Andreani e Roberto Saviozzi

All’interno dell’appartamento, ciascuno dei due occupa un paio di stanze. Lo spazio per Andreani costituisce Situato al terzo piano di un palazzo sul lungomare, al civico 165 di Viale Italia, lo studio fu originariamente aperto e utilizzato dagli artisti Bruno Sullo ed Enzo Neri. Tra il 1995 e il 1996, i due artisti condivisero brevemente lo spazio con Renato Spagnoli, che vi dipinse per qualche mese, in una postazione sotto la finestra, tra il 1995 e il 1996, in attesa di entrare in quello che sarebbe stato il suo ultimo studio, in zona Stazione.

Nel 2000 alla presenza di Bruno Sullo subentrò quella di Roberto Saviozzi, che condivise inizialmente gli ambienti con lo stesso Neri e con Mario Bonsignori. In seguito all’uscita di Bonsignori e alla scomparsa di Neri, la gestione dello spazio mutò: mantenuto da Saviozzi, l’appartamento accolse nel 2003 anche Mauro Andreani e Paolo Bottari, che ne rilevarono le stanze rimanenti. All’interno dell’appartamento, articolato in più ambienti, la convivenza assunse una duplice natura:

Roberto Saviozzi destinò le proprie stanze alla produzione fino al 2014, realizzando qui le sue serie di strisce su cartone e lavorando prevalentemente su piano, con il solo supporto di un tavolo. Nel 2014 l’attività pittorica nello studio si interruppe: da allora, Saviozzi trasferì la pratica quotidiana nella propria abitazione, focalizzandosi sul disegno a mano libera e sull’illustrazione editoriale, e l’atelier di Viale Italia perse la funzione operativa, rimanendo come luogo di memoria e deposito permanente delle opere (mentre l’archivio documentale fu ricollocato a casa).

Mauro Andreani, subentrato nel 2003 nello spazio precedentemente occupato da Enzo Neri, impiegò il suo ambiente essenzialmente come deposito per la consistente produzione pregressa (dipinti, assemblaggi e materiali per installazioni realizzati fino al 1994, anno del suo passaggio definitivo alla performance). Per un periodo, Paolo Bottari condivise con Andreani la porzione dell’appartamento rimasta vacante dopo la scomparsa di Neri, destinandola anch’egli a magazzino e custodia dei propri lavori.

Oggi lo studio di Viale Italia 165 non è più un luogo di creazione attiva, ma continua a esistere come deposito condiviso e custode materiale delle opere e delle memorie storiche degli artisti che lo hanno animato.

Scheda a cura di Elena Zamperini

Informazioni tratte dalle interviste agli artisti Mauro Andreani, Paolo Bottari e Roberto Saviozzi

 

Luogo
Viale Italia 165
Funzione
Deposito opere
Tecniche
Assemblaggio, Installazione, Pittura, Scultura
Periodo
Dal: 2000

Studio di Roberto Saviozzi all'interno dell'appartamento condiviso